12 place Vendôme: Meyerbeer (il pianista)

Sulla scena non posso (in realtà non mi lasciano: è un complotto), non posso assolutamente parlare. Minacciarono bavagli, bende e mordacchie… Mi imposero i guanti pelosi alle dita (“Conservatele con cura, quelle propaggini alla fine delle braccia, pochi centimetri di là dai polsi! Conservatele, Maestro!”) Allora suono. Dite niente? Suono. Parlo con i tasti. Neri, bianchi, neri, bianchi… Delacroix vorrebbe colorarmeli, sciagurato… O disegnarci su per ognuno il volto di qualche sua donnina, con un numero di lode o biasimo in base alla prestazione. Doppio sciagurato, birbante. “Suonate! Suonate e basta, senza parlare, esimio Maestro!”.

Per dispetto una sera, durante la prova teatrale più lunga e affaticata di tutte (sfiniti noi, e finito pure il vino) mi accanii d’improvviso solo su quelli neri, e andai avanti così per qualche minuto: ne sortì una magìa a cui nessuno dei presenti osò mettere titolo, ammaliati dalla performance e dall’ora tarda. Opera incompiuta? Risparmio furbo di dita? Inedito notturno? Pagina di mirabile arte esecutiva? Irripetibile tecnica?  Boh… Sì, no, sì, no, forse… Suono i suoi fogli, i fogli di Federico Chopin. Tanti e tanti fogli gremiti di note che ci ha lasciato in dono. Generoso, il giovanotto. E generoso e ancor più pazzo io, che invento ogni volta una nota di più, pescandola da quelle che mi suggeriva prima di un concerto, dopo un concerto. “Che dite, Maestro? Si può fare?” Quanto si parlava tra noi! Aggiungeva due lacrime se ricordava le occasioni perse, gli amici smarriti, i genitori, l’esilio, la sua Polonia straziata da stranieri eserciti, gli amori infelici, quello grande, unico e difficile con George Sand, la fragile salute. Povero e sfortunato Federico. Generoso. Mi passava una alunna, cui dare lezioni di piano e permettermi di rimediare due soldi per tirare a fine settimana.

Povero e fortunato Federico. Non si imbatté in certi Registi e Autori che conosco invece io, ora, e fanno danni nel panorama mondiale della mondiale scena teatrale, gettando sul palco (e pertanto rivelando) il suo ultimo domicilio: Parigi. 12, Place Vendôme.


12 place Vendôme:

La luce e la notte di monsieur F.Chopin

di Flavio Guarneri

Ottobre
14 e 15 ore 21 – Teatro San Desiderio, BS
16 ore 20,30 – Cascina Bertelli, Cremezzano di San Paolo, BS
21 e 22 ore 21 / 23 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS
Novembre
4 e 5 ore 21 / 6 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS

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2016-10-28T12:40:45+00:00