12 place Vendôme: un ragazzo (le garçon)

Oh, oui, je suis seulement un simple garçon, mais… Ah, ricordo che quasi nessuno di voi parla francese, chissà perché. Eh, non si mette in scena una pièce così ambiziosa (Parigi di qua, Parigi di là… il 1848, e anche il ’49…) senza capirne, assaporare la lingua, la sua struttura minimale, libarne il succo… Comment? Come? Lessico troppo aulico per un umile ragazzo di bottega, per un modesto fattorino e postino che dovrebbe al massimo saper contare quei quattro soldini di paga precaria? Forse.

Ma io non sono realmente così. Sembrare / essere. Venite qua vicino. Sst… Lo dico a bassa voce. Autore, Regista e quello svitato brillante Attore che mi dà corpo sulla scena non sanno (ah, ah, gli imbalsamati eruditi!) che io, a forza di entrare nella stanza-biblioteca d’un famoso professore per recapitare un biglietto, o d’un medico, uno scienziato, un avvocato, oppure nell’atelier di un grande peintre, pardon, pittore, per consegnare pennelli speciali e farci su la cresta sul prezzo (tanto loro sono dentro le tele, oppure persi dietro alle modelle vestite solo di aria, moine e grazia leggiadra), insomma: dato che di casa in casa, fra palazzi e boulevards, mi vien concesso d’annusare cultura, respirare genialità, fiutare idee… arte, perché no? Magari, vita!… ecco, io tutto conservo e apprendo. Beh, non proprio tutto. Un pomeriggio tardi, più o meno vicino all’ora ‘verde’, cioè quella che qui a Parigi chiamano “l’ora del tradimento, o dell’amore, dipende”, salendo al terzo piano d’uno stabile distinto, medio alta borghesia, entrai senza bussare per consegnare un pacco. Avevo fretta, mi aspettava Francine. Uscio drammaticamente semiaperto. Lo stimato banchiere, conosciutissimo, ammogliato e morigerato padre di famiglia, presidente dell’Associazione a Tutela dei Probi Costumi… voilà, disteso sul divano falso-orientale fra due affascinanti signorine discinte e premurose. Vidi bene: né giocavano agli scacchi o a carte, né in quel momento e in quel luogo si dettavano memorie fondamentali per i posteri.

Mai a nessuno racconterò quell’episodio, nemmeno all’aiuto regista. Mi limiterò a redigerne una succinta e dettagliata narrazione scritta, che venderò niente meno che a George Sand in cambio d’un paio di pasti (e di pastis). Comprerò anche una collana a Francine. Venti, trenta righe (sorpresa: so anche scribacchiare un poco!). Lei, la romanziera di successo, saprà ben ben che farne. Io e lei amiamo la Verità.  Adieu.


12 place Vendôme:

La luce e la notte di monsieur F.Chopin

di Flavio Guarneri

Ottobre
14 e 15 ore 21 – Teatro San Desiderio, BS
16 ore 20,30 – Cascina Bertelli, Cremezzano di San Paolo, BS
21 e 22 ore 21 / 23 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS
Novembre
4 e 5 ore 21 / 6 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS

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2016-10-28T12:40:43+00:00