Aforismi 2016-10-28T12:40:37+00:00

Emo Marconi. Aforismi

Dal programma di sala per “Poema fisico e lustrale (Empedocle)” di Emo Marconi, 1985.

  1. Empedocle è un saggio antico. Egli è venuto dal lontano Oriente in Grecia.
    E qui rimase. Sino alla morte etnèa.
    Vide il bacchico thiàso e si turbò.
    E vide il fuoco e la terra e l’acqua e l’aria.
    Le mescolò, delle parole usando il suono, delle parole quali:
    la Concordia e la Discordia, insieme.
    La realtà, fatta di cose dense, in cangiamento eterno.
    La metamorfosi è il regno della vita e della scienza.
    S’illuminò così la forma opaca, dal di dentro e consumò la vita.
    Ed ei salì a ritrovar le fiamme, senza forma, del cratere.
  2. Un teatro che non renda visibile l’invisibile cosmico non può istituirsi come rito.
  3. Senza la vita, la scena è soltanto una citazione inutile.
  4. La cultura misura la tradizione col metro della verità.
  5. Il genio sta in colui che spinge l’immaginazione sino al rischio della morte.
  6. La felicità, nell’uomo, si trova solo nell’istante della creazione.
  7. Le forme sono il campo entro il quale viene deposta l’energia del simbolo.
  8. Chi capisce, sa che l’estetica è solo un atto si pietà (“qualcosa” di inutile).
  9. Dire: questo è bello, è facile.
    Ripeterlo, è più difficile.
    Accettarlo, è un destino.
  10. L’Empedocle non vuol aggiungere consenso all’ammirazione. Vuol togliere agli spettatori ciò che ne ostacola la libertà.
  11. Credere a se stessi, e solo a se stessi, è il segno dell’evoluzione.
  12. L'”Opera” va conservata nella speranza che essa dia vita ad una mutazione culturale permanente.
  13. Non abbiamo paura dei giudizi, abbiamo paura di noi stessi soprattutto quando giochiamo a dadi con Dioniso.
  14. Nessuno può evolvere un altro, poiché nessuno può nutrirsi per un altro.
  15. Se dentro di noi ci sono dei mondi, è alla loro anima che ci rivolgiamo. Come possono tradirci se è dal nostro sacrificio che traggono alimento?
  16. Il teatro è rito. Quindi si occupa sempre e soltanto della parte ignota dell’io. Ciò che non ha spessore non appartiene al teatro, ma al cinema. Nell’Empedocle si usano gli stilemi scenici come strumenti di meditazione.
  17. Per questo al S. Carlino si viene in pellegrinaggio.
  18. Tutti appartengono ad un gruppo. Pochi lo riconoscono. Quelli del CUT, sì.
  19. L’Empedocleè il mantram tridimensionale della solitudine: della solitudine del gruppo.
  20. La ricerca umana, da sempre, non si è occupata che della metamorfosi. Ma solo chi fa teatro la capisce.
  21. Si riesce a comunicare solo dopo che si è diventati personaggi. Magari di se stessi.
  22. Non piangete, non ridete, o spettatori. Cercate il vostro punto interiore di equilibrio. Per questo siamo qui a recitare.
  23. Il teatro, in ultima analisi, serve al silenzio.
  24. L’armonia si sviluppa in cicli, in modo spesso sotterraneo ed occulto. Il teatro la rende palese.
  25. Perchè il S. Carlino non potrebbe essere il vero orecchio di Dioniso?
  26. La vanità ci fa ridere; il compromesso ci disgusta, la collaborazione ci esalta: su un piano di verità, però.
  27. Non concedeteci nulla. Così, esistiamo. E respirando aria antica, diverremo nuovi.
  28. Correre per la città a cercare “alleati” è umano’ Aspettarli sulla porta del S. Carlino è abumano. Ma è il teatro che è abumano.
  29. Raccogliere cocci non vuoi dire raccogliere conchiglie.
  30. Un teatro nuovo nasce quando la cultura che lo circonda muore. Non è forse così, oggi?
  31. Il coraggio nasce dallo spavento. L’arte dalla noia.
  32. Le energie messe in moto dall’Empedocle sono strumenti della Kundalini per farla vibrare che abbiamo tirato tanti fili.
  33. L’equilibrio è indifferente se Dioniso, allo specchio, si figura Apollo senza stupirsi.
  34. Fuoco, terra, aria, acqua segnano il destino di tutti, anche oggi. Chi di voi non legge l’ oroscopo, ogni giorno?
  35. Codardia e discordia: due sorelle siamesi
  36. Nell’aeropago della città di Atene, Empedocle in disparte, non ascoltò il Socrate ciarliero.
  37. Il decadente Hólderlin scrisse un poema sulla morte del vecchio greco saggio. Noi sulla scena lo esaltiamo come un sapiente, orientale guru.
  38. I linguaggi trasformano il mondo; la libertà lo crea.
  39. La morte dell’attore non distrugge la vita della scena. Ne elimina il principio. Così il teatro resta eterno.
  40. La fiducia nell’opera è un istinto che muore mentre l’ opera nasce.
  41. Chi va a teatro, guarda. Chi lo fa, vede.
  42. Quando siamo nati, ci avete nutriti. Grazie. Adesso cresciamo: dateci respiro.
  43. È più facile battere le mani per entusiasmo che muoverle nella luce della scena. Ma chi lassù le muove, ricordatelo, le ha già battute.
  44. L’Empedocle è uno spettacolo ordinato che vuol creare disordine.
  45. Dietro l’angolo ci aspetta sempre un brindisi con la morte. Perchè ogni parola parlata può essere l’ultima possibile.
  46. Quando lo spazio attraversa la coscienza umana diventa il tempo.
  47. Se vivi un ritmo, vivi una creazione.
  48. Ogni atto creativo nasce da un punto oscuro che appartiene ad Altri.
  49. Se vieni all’Empedocle, recuperane il silenzio piuttosto che le voci e i suoni, il buio piuttosto che la luce immaginífica.
  50. Noi facciamo teatro perchè non ci bastano il pensare e il meditare.
  51. Quello che rappresentiamo nell ‘Empedocleè la vetta di una montagna che abbiamo conquistato in cordata, senza chiodi di sicurezza. Vogliamo solo accendere il fuoco nel vento della verità.
  52. Non siamo presuntuosi, siamo certi. Di questa certezza, però, non vogliamo convincere nessuno.
  53. L’unico linguaggio che accettiamo è quello della NON persuasione.
  54. La verità è il fulcro di una bilancia con cui pesare insieme la realtà e la finzione.
  55. Il comico è più divertente dei tragico. Solo il tragico tuttavia apre le porte alla vita.
  56. L’ Empedocle non è solo una rappresentazione teatrale; ma uno studio rigoroso delle leggi della metamorfosi.
  57. In ciascuno di noi l’identità innesca la trasformazione, usando della fantasia.
  58. L’uomo simula per essere vero. Ma è vero solo quando non simula.
  59. Lo sforzo dei teatranti se trova consenso non è fatica, ma riposo.
  60. Quando la porta della morte si socchiude, l’uomo non può non guardare oltre la soglia. Allora vede la speranza.
  61. Solo chi conosce ed ama, può veramente volere. Poichè la volontà senza un “oggetto” è vuota.
  62. L’economia attrae, la sintesi svela.
  63. Un pensiero manipolato da mani sapienti e sagaci: questo vuoi dire fare teatro.
  64. L’Empedocleè un filo attorcigliato, con intelligenza di gruppo, intorno ad un Fuso.
  65. Ogni tempo ed ogni luogo del S. Carlino è Empedocle. Ma anche la tua diuturna e sincera ricerca è Empedocle.
  66. La passione può rivelare la santità; il teatro scoprire l’ ONTOS.
  67. Fare dei barocco oggi, vuoi dire denudare la retorica.
  68. Ognuno brucia, nelle fiamme dell’opera, il suo tempo, il suo ingegno, il suo interesse. Solo il grande artista vi brucia anche i suoi ideali.
  69. Al CUT ci si vuoi bene; ma prima si lavora: giorno e notte, senza limite.
  70. La saggezza non percorre soltanto le vie della scienza, ma anche quelle della giustizia e della verità.