12 place Vendôme: George Sand

Dicano pure ogni amabile malignità su di me, facciano pure: forse colgono nel segno. Ma fino a un certo punto. Posso spiegarmi: amai Federico e la sua arte sublime. L’Autore mi dà un ruolo confuso, pretende (il saputello!) che io sia stata dubbiosa e, soprattutto, afflitta da sensi di colpa. Dimentica che scrissi capolavori amati in terra di Francia, letti e riletti, e distrutti, talvolta. Si scorda che fui ‘moderna’, cioè fuori da ogni schema. Poverino, mi invidia i pantaloni: “Di qua, di là… questo cuore da appendere a un chiodo… cos’è l’amore? Nessuno lo sa… tuttavia… ahimè, troppo tardi… la protesta e l’elegia… lo stupore delle sue dita… le sue alunne adoranti… Nohant, tutti a Nohant a vedere cosa fanno George e Federico… quanti baci ieri? Si sono parlati? Hanno cenato insieme? I figli di lei?…” A Palma cronisti, pettegoli e poliziotti non vennero, il Mediterraneo era in tempesta per colpa della Santa Alleanza che dava la caccia ai ribelli rivoluzionari nascosti in ogni dove.

E poi quel sigaro! Che sarà mai stato un sigaro, a Parigi, quando l’intera Europa negli anni a venire sarebbe stata invasa da infestanti ciminiere puzzolenti. Già, ma lui non c’era più, e non le poteva vedere le ciminiere. Vedeva me, e forse soffriva. Soffriva anche quando non mi vedeva. Ciò non toglie che l’Autore esagera, e l’Attrice gli dà corda (spronata dal perfido Regista). Ella recita, seppur bene, a memoria e con schietto nervosismo una parte che io non vissi mai. Solo qualche migliaia di fremiti dinnanzi alla vita, ai giorni, all’arte, all’amore (appunto!). Nessun nervosismo, dunque: al massimo, molti nervosi giorni (tutta un’altra cosa). Che c’è di male? Cos’è il male? Chi ha pronunciato la parola ‘male’? Oh, andiamo! Libertà, liberazione! Vieni, mio piccolo Federico; lascia per sempre pubblico e singhiozzi… A piedi nudi nei prati in discesa, via! Correre spargendo al vento le ultime poesie, le ultime righe di memorie e i diari! Le note… Tu mi capivi, Federico, io credo. Ma qui, sulla scena, insomma…

E poi, ragionate con me: non fui né attrice né comparsa da giovane (tutta dentro me stessa, reale, vera e sincera), figuriamoci oggi. Potrei forse mentire? Oggi, che ringiovanisco ad ogni soffio di primavera e quindi ogni anno divengo più fresca e leggera e bella. Oggi che ho mandato in frantumi tutti gli specchi, ahimè. Che divento ogni istante come una farfalla, ahimè.


12 place Vendôme:

La luce e la notte di monsieur F.Chopin

di Flavio Guarneri

Ottobre
14 e 15 ore 21 – Teatro San Desiderio, BS
16 ore 20,30 – Cascina Bertelli, Cremezzano di San Paolo, BS
21 e 22 ore 21 / 23 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS
Novembre
4 e 5 ore 21 / 6 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS

Prenota ora
2016-10-28T12:40:46+00:00