12 place Vendôme: Ludwica

Non ho l’ossessione del suo cuore. Mi manca quello di allora, quando batteva forte ed eravamo bambini. Nascosti nell’altra stanza, ravvolti dalle ombre di muri immensi per noi, sentivamo i grandi parlare dei Russi come orchi famelici in procinto di arrivare fin qua, di superare le nostre sterminate e belle praterie di Polonia. Io avevo tre anni di più di lui, perciò mi sentivo in dovere di proteggerlo, accudirlo come un’altra mammina, infondergli coraggio. Anche a Parigi, per certi versi, fu così. Anche se lì, nella splendida capitale, c’erano stuoli di smorfiose ammiratrici intorno a mio fratello, il divino pianista e compositore.

E a Parigi c’era anche George… Non fui rivale con lei: meglio una sola donna, che dieci esilaranti sciantose banderuole e opportuniste. Gli avrebbero imposto di comporre il sottofondo musicale di tutte le opere del nostro Adam Mickievicz, poeta e patriota, per versare qualche romantica lacrima sulle sue spalle e, coi guadagni, fargli acquistare ventagli, pizzi e crinoline. George Sand, invece, il Pan Tadeusz lo leggeva insieme a lui. Li univa l’arte, comunque, e la passione estrema per la vita a qualunque costo. Comunque, insisto, non ho l’ossessione del suo cuore da riportare in fretta a Varsavia (in Santa Croce). Mio fratello feci appena in tempo a vederlo, cosa di alcune settimane. Il 9 settembre arrivai finalmente a Parigi, con marito e figlioletta, dopo un viaggio interminabile (o almeno così sembrava a me, in ansia per lui). In tempo per baciarlo, per udire la sua voce che mi descriveva le ultime due mazurche in sol minore e in fa minore. Il trasloco in 12, Place Vendôme, l’aggravarsi delle condizioni di salute. Con me vicino, l’ultima preghiera, più dolce e triste d’una sua perfetta e malinconica partitura, i Sacramenti.

La morte poco prima dell’alba: 17 ottobre 1849. Altre preghiere. Passano le ore. Si avvisa il mondo. Autopsia. Il dottore Jean Cruveilhier lo estrae, quel benedetto cuore, e lo conserva nella formalina. Ci andai infine, a Varsavia, per condurlo a casa. Scriveranno di tutto al proposito. Di lui e della sua musica. Della Patria santissima, della bandiera biancorossa di sangue e fede, di me, di George, di Dio, del Dio degli sconfitti e degli innocenti… Che ne sapranno, tuttavia? E magari qualche spregiudicato Autore ci scriverà su un pezzo melenso, per fare fortuna e denari, e troverà una compagnia di saltimbanchi che gli darà retta… Un Regista più audace e folle di lui, degli Attori vanesii… Avvoltoi.


12 place Vendôme:

La luce e la notte di monsieur F.Chopin

di Flavio Guarneri

Ottobre
14 e 15 ore 21 – Teatro San Desiderio, BS
16 ore 20,30 – Cascina Bertelli, Cremezzano di San Paolo, BS
21 e 22 ore 21 / 23 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS
Novembre
4 e 5 ore 21 / 6 ore 17,30 – Teatro San Desiderio, BS

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2016-10-28T12:40:47+00:00