Qui un breve estratto e a seguire il link all’intero articolo del 3 luglio 2020.


Abbiamo intervistato Francesco Permunian, apprezzato e prolifico scrittore, sul suo testo teatrale “Il compleanno” da cui è stato tratto un docufilm.

di Desirée Massaroni

Il compleanno è un testo teatrale tratto dal  suo romanzo La casa del sollievo mentale che era stato già letto da Roberto Herlitzka. Da dove e perché nasce questo testo e come si è svolto il lavoro di adattamento tra testo letterario e testo drammaturgico?

La genesi de Il compleanno  risale a più di trent’anni fa, allorché la figura del vecchio carnefice nazista fa la sua prima apparizione all’interno di una raccolta di miei racconti  e prose dal titolo  Arlecchino notturno (Campanotto editore, Udine, 1991).  In esergo a quel libretto ci avevo appuntato questa frase di Thomas Bernhard: “I miei sogni paurosi sono i sogni paurosi della mia infanzia. Una cosa orribile quando chi è costretto a sognarli è un vecchio”. Dove è evidente l’incontro/scontro tra i due temi centrali della mia scrittura, ossia la prima infanzia (l’età della cosiddetta “innocenza”) e la tarda vecchiaia – l’età della stoltezza. E della follia, quando i vecchi – terrorizzati dalla morte, di cui avvertono l’alito – compiono un estremo tentativo di riagguantare la vita attraverso il ricordo della loro infanzia o giovinezza. Il che li conduce, inevitabilmente, nei territori del delirio comico e grottesco.

Link all’articolo >