On.le EMILIO DEL BONO

SINDACO di
BRESCIA

E p.c. Signora LAURA CASTELLETTI
Assessore alla Cultura
Prof. ROBERTO CAMMARATA
Pres. Consiglio Comunale

Egregio Signor Sindaco,
“SE CHIUDI GLI OCCHI DEL CUORE SU SAN DESIDERIO, QUANDO LI RIAPRI POTREBBE NON ESSERCI PIU’ NULLA”
questo nostro slogan, che non sfigurerebbe come premonizione in un dramma shakespeariano, racconta la precarietà e la fatica di quei cittadini che, rispondendo a un bisogno psicologico profondo e in nome del diritto alla cultura e alla bellezza, si associano per fondare “imprese” culturali o artistiche, mettendo a disposizione della Comunità il proprio tempo e le proprie competenze, gratuitamente.

Scena Sintetica, l’associazione che rappresento, rientra a pieno titolo in questa tipologia. Anzi, vi rientra con delle “gravanti” onerose. Infatti, oltre all’azione continua di animazione culturale e artistica (che troverà illustrata nella relazione che si allega), si è sobbarcata il restauro della sede dove esercitare il diritto di cui sopra. E’ noto che dal 1989 la sede legale e operativa dell’associazione è San Desiderio, antica chiesina di epoca longobarda di proprietà della Parrocchia della Cattedrale, ottenuta in comodato d’uso in cambio dell’urgente restauro.

Da allora San Desiderio è diventato luogo di aggregazione significativa per numerosissimi cittadini bresciani i quali, in quel luogo, nel metodo che vi si applica (gratuità, inclusione e contagio tra i saperi) e nelle produzioni teatrali di Scena Sintetica, hanno trovato le motivazioni sufficienti e necessarie per una partecipazione assidua e responsabile. Oltretutto, la ri-apertura di quello stabile a scopi culturali, e il traffico di idee, il fermento operativo tipico dei luoghi d’arte e l’aria di sorridente ottimismo che vi si respira, hanno contribuito a “bonificare” un’area che prima era luogo di ben altri “incontri” e “scambi”.

Egregio Signor Sindaco, ritorno allo slogan iniziale per dirLe che trent’anni di “onorato servizio” potrebbero avere i mesi contati. Infatti la situazione congiunturale che manda la povera cultura a spalare cenere, sostegni in solido volenterosi ma insufficienti…uno stato di insostenibile precarietà, stanno conducendo Scena Sintetica allo sfinimento. La presente ha lo scopo di chiederLe un’attenzione e un sostegno che risolvano questa condizione di difficoltà che le nostre sole forze (che non sono né poche né disprezzabili) non sono più in grado di governare.

Nel caso in cui la decisione di codesta Amministrazione (se dare aiuto alla soluzione delle difficoltà sopra descritte), debba passare attraverso una verifica del valore artistico e culturale di Scena Sintetica e della utilità sociale di un luogo di aggregazione come San Desiderio, sappia che ben volentieri collaboreremo perché tale verifica non lasci zone in ombra.

La ringrazio della cortesia con la quale accoglie questo messaggio d’aiuto. Messaggio che vorrei concludere con una storiellina che Le offro in forma di affettuoso congedo. Voltaire sul letto di morte, chiede l’assistenza di un prete cattolico. Il prete prontamente giunto, si raccoglie in preghiera; invita il moribondo a fare altrettanto, trovandolo convinto e partecipe. Si giunge così al capitolo delle rinunce e il prete intona: “… rinunci a Satana e alle sue vanità? La risposta tarda a venire, il prete ripete la domanda più volte in un crescendo ansioso e ansiogeno, quando finalmente Voltaire dà segni di vita e con un fil di voce, sussurra all’orecchio del prete: “Monsieur, lei crede che io sia nella condizione di potermi inimicare qualcuno?

D’accordo, Brescia non è Voltaire e non è moribonda, Scena Sintetica non è Satana e i preti bresciani sono molto discreti. Dunque non ci riguarda. Però la domanda di Voltaire: Monsieur, lei crede che io sia nella condizione di poter rinunciare a qualcosa? (che potrebbe riguardare una città che non fa mistero delle sue ambizioni artistico-culturali in campo europeo) pende sospesa e… in quello stato conviene che resti.

Con sentita stima e viva cordialità.

ANTONIO FUSO
Presidente di Scena Sintetica