Dal 2014, per dare sbocco al bisogno di arte e di espressività così emergente nel nostro territorio, in coda alla stagione teatrale, Scena Sintetica apre le porte di San Desiderio a quelle realtà artistiche (soprattutto musicali) a noi vicine, e ad altre che per varie ragioni sono sprovviste di un luogo dove provare e provarsi davanti a un pubblico. Questo prolungamento di stagione, che occupa l’intero mese di giugno, lo abbiamo chiamato CERIMONIALE PER LA CONSEGNA DEL DRAPPO (verifica dello stato del contagio musicale).

E di fatto, a ogni gruppo o singolo ospite, viene consegnata la riproduzione del drappo che campeggia sulla facciata di San Desiderio che dà titolo e argomento a tutte le attività annuali dell’Associazione.

È un gesto di amicizia, un segno di condivisione dei valori d’arte, un patto, uno scambio di doni…

Per la stagione in corso, il drappo annunciava LA RICOSTRUZIONE DEL CUORE.
Su questo specifico argomento, ci si potrebbe soffermare a lungo. Qui ricordiamo soltanto che il cuore oltre ad essere l’organo che governa l’esistenza in vita del corpo, è custode della dimensione sentimentale, ma presiede anche alla capacità di comprensione dell’assoluto, locus che riflette e rivela i segreti divini. E in quanto tale spesso è paragonato allo specchio.

È la maniera di fare cultura di Scena Sintetica che non ha rinunciato a considerare il teatro non spettacolificio, ma eserciziario spettacoloso di conoscenza.

Funziona così: si sceglie il personaggio (nel caso in oggetto il cuore ), lo si pone al centro della scena e lo si interroga alleando tra loro metodi d’indagine diversi: intuizione, osservazione rigorosa, rivelazione… Non sorprenda, perciò, la disinvoltura con la quale da STUDIO PER ORLANDO FURIOSO (i tormenti del cuore), si passa alla Resurrezione di Cristo con SCENA DI CALIGINE LUMINOSISSIMA, (il dono sacro del cuore) si prosegue con la lettura scenica di SILLABARIO DELL’AMOR CRUDELE di Francesco Permunian, (l’innocenza abusata, l’arresto del cuore), fino al restauro del CAMPO DI SAN LATINO (chiostrino protorinascimentale in Piazza Moretto,3, la ricostruzione del cuore…

Nel corso di questo processo, abbiamo sentito risuonare PAROLE antiche, attualmente poco usate (Luce, Certezza, Interiorità, Principi Universali…) e altre abusate (Pensiero, Consapevolezza, Mistero, Volontà, Libertà…). Nel mezzo di questo mare di segni, suoni e simboli, si muove il cuore. Il quale, consapevole di essere simbolo della centralità interiore, ora cerca di convincere la volontà ad accordarsi con l’intelligenza universale, ora cerca di armonizzare volontà e intelligenza al sentimento… Ecco dunque funzione e moto del cuore. Per concludere con Massimo Vaj: “esso racchiude e contiene un vuoto, e lo racchiude nei ventricoli; è lo stesso vuoto in cui ci appare il Mistero che si esprime nell’esistenza, riempendosi e svuotandosi per donare agli esseri la gioia di poter comprendere le ragioni dell’esistenza e del loro bisogno di guadagnare la libertà”.