HOMEPAGE 20192020-06-30T15:17:34+01:00

Martedì 16 giugno alle ore 21, ha riaperto le porte SAN DESIDERIO,
lo spazio storico di SCENA SINTETICA con

TAPISSERIE

per la messa in scena di SALITA AL MONTE TEATRO
(una Drammaturgia Contemplativa).

BIGGI – CHIARINI – DJAGO – A. FUSO – I. FUSO – GHIRARDI – KACHURINA – LANCINI – LORINI – PALERMO – ROSSI – UBERTI

TAPPEZZERIA

per la messa in scena di SALITA AL MONTE TEATRO (una Drammaturgia Contemplativa).

(noterelle per intonarsi)
SALITA AL MONTE TEATRO
Una drammaturgia contemplativa

Invitiamo i nostri appassionati spettatori, ma anche il lettore occasionale o l’attore interessato, a porre la dovuta attenzione all’aggettivo che accompagna il sostantivo drammaturgia: contemplativa.
Contemplare è propriamente:“ attrarre nel proprio orizzonte; osservare entro uno spazio circoscritto detto templum; guardare a lungo, osservare con attenzione cosa che desti meraviglia o ammirazione; meditare, prevedere…

Come è facile notare, quelle elencate, sono tutte attività che escludono o limitano al solo sguardo, l’azione dei corpi. Come coniugare dunque contemplazione con drammaturgia che, al contrario, esige e descrive azioni da compiere? Non lasciamoci ingannare dalle apparenze! Lo stato di quiete del corpo non è indizio di assoluta immobilità. La mente è sempre attiva! Anche quando il corpo riposa immoto. E con questo invito, abbiamo indicato la direzione verso la quale indirizzeremo la nostra ricerca; la quale dovrà dare risposta a domande inerenti il Teatro post-pandemia:

– Se niente sarà come prima, quale sarà il suo futuro?
-Se mezzi più idonei raccontano, informano, allietano, intrattengono, divertono, ricreano molto meglio e di più del vecchio Teatro, a quale destino esso è votato?

Non siamo specialisti mass-mediologi (e quand’anche lo fossimo non sapremmo dove collocarci dato il numero imponente di concorrenti) dunque ci conviene battere piste meno frequentate. Itinerarium mentis, per esempio.

E poi, se “non ci si salva da soli”, il teatro a quale requisito non può rinunciare per guadagnarsi un posto nello scenario futuro? Che abbia una funzione aggregativa? Aurea tessitura di relazioni? Luogo di celebrazione di un rito? Azzardiamo. Uno slogan un po’ ruspante:” Non spettacolificio, ma eserciziario spettacoloso di conoscenza? Che l’epidemia abbia accelerato i tempi per il ripristino del concetto di comunità, di gruppo? Una qualunque risposta, sarebbe una buona risposta.

Già Mario Apollonio (Brescia, 1901- 1971) nel 1947, era certo che il motore di rilancio del teatro, dopo la guerra, sarebbe stata la comunità (“ Coro tacito e attento”,il cuore del teatro). Ecco che cosa scriveva nel manifesto di fondazione del Piccolo Teatro Città di Milano:” Noi non crediamo che il teatro sia un’abitudine mondana o un omaggio astratto alla cultura […] Il teatro resta quel che è stato nelle intenzioni profonde dei suoi creatori: il luogo dove una comunità, liberamente riunita, si rivela a se stessa: il luogo dove una comunità ascolta una parola da accettare o da respingere. Perché anche quando gli spettatori non se ne avvedono, questa parola li aiuterà a decidere nella loro vita individuale e nella loro responsabilità sociale. Il centro del teatro sono dunque gli spettatori, coro tacito e attento”. (…)”. Ma ancora prima, nell’anno accademico 1945/46, preparando le lezioni del corso monografico su Vittorio Alfieri, scrive Studio per l’Antigone dando robusta prova di un teatro della Comunità e per la Comunità.

Testimone poi preso saldamente da Emo Marconi il quale formalizza il concetto di gruppo a partire dalla teoria di Klein fino al gruppo animico, dotandolo di regole interne e regole esterne, descrivendo con ciò nascita, sviluppo e decadenza di una Comunità.
Cuore – Mente – Comunità. Ovvero: noi che camminiamo verso noi, in alto!

Abbiamo citato: A. Artaud, C. Bene, P. Celan, J. Grotowski, E. Marconi, Z. Motokiyo, B. Pasternak, M. Vai, E. Zolla.

Scaletta

_ Recita di OEDIPUS REX, un testo di Jean Cocteau da Sofocle, tradotto in latino da Jean Danielou, nel 1926, per diventare il libretto dell’omonima opera-oratorio musicata da Igor Stravinskij. Niente di meglio per raccontare la strage silenziosa del virus che non conosce ostacoli. Tebe muore di peste, i tebani invocano l’aiuto di Edipo che li ha già liberati dalla Sfinge… la verità è virtù crudelissima il suo svelarsi è accompagnato da catastrofe e rovina.

Maestro narratore e concertatore Fabrizio Palermo con Guido Uberti, Domenica Lorini, Federica Lancini, Daniele Ghirardi, Antonio Fuso.

_ Una LETTERA, dal campo di battaglia della pandemia: dopo la favola, nel teatro, irrompe la realtà. Legge Elena Chiarini.

_ TAPISSERIE la prima fase della messa in scena di SALITA AL MONTE TEATRO, presentazione degli strumenti necessari per avviare una riflessione ( una contemplazione), su funzione e destino del Teatro post-pandemia e di Scena Sintetica con esso.

Luce- Suono- Colore- Rito, le sillabe iniziali ed iniziatiche della poetica di Scena Sintetica s’intrecciano con i pensieri e il lascito spirituale dei Grandi Maestri del passato ( tra loro Mario Apollonio e Emo Marconi).

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La stagione 2020 / 2021 di Scena Sintetica

DEBOLE* ALL’ALBA

DEBOLE* ALL’ALBA

“…siamo come riflessi, pura polvere
ma il peso dei sogni, come stupore
non può che ancorarci, sul fondo,
allo specchio.”

Mirzâ ‘Abdolqâdir Bidel (1644-1720)

San Desiderio riapre le porte.

Non era poi così scontato e in più occasioni siamo stati a un passo dal cedere alle lusinghe di uno spiritello dimissionario. Non mancavano certo i “ seri motivi”, per non aprirlo! A questo proposito, avevamo scritto al Sindaco (e per conoscenza all’Assessora alla Cultura e al Presidente del Consiglio Comunale) nel mese di febbraio del corrente anno ’19 ponendo domande semplici circa il destino delle iniziative messe in atto da associazioni culturali e avanzando una richiesta d’aiuto per tenere aperto e attivo San Desiderio. A oggi, nessuna risposta! Majakowskij mi suggerisce la corretta interpretazione della mancata risposta: “meglio dei tipi più brillanti/ non sono poi granché belli quei teatranti!” (Ringrazio Roberto Cammarata per il garbatissimo saluto). La lettera la si trova qui.

Tuttavia, entusiasmo! Anche quest’anno ci vediamo a San Desiderio!

* Il termine fa parte del lessico musicale e si riferisce a un sistema di battute ognuna organizzata secondo un’alternanza di accenti forti, mezzoforti, deboli (tempo forte o in battere; tempo debole o in levare).

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